Feb 19, 2026 | Articoli

LA GERMANIA DI MERZ, LANCIATA VERSO IL PRIMATO MILITARE E FINANZIARIO SUL RESTO D’EUROPA, HA BISOGNO DELLA GUERRA IN UCRAINA PER IMPORRE LA PROPRIA EGEMONIA

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(ALTRO CHE FEDERAZIONE EUROPEA FRA PARI!)

di Alessandro Volpi

Una premessa.

Il Financial Times è un giornale anomalo perché è di proprietà del gruppo editoriale giapponese Nikkei Inc. che ha come soci i propri dipendenti.

Questa condizione lo rende tendenzialmente indipendente.

Dico questo perché il FT ha pubblicato la notizia delle possibili dimissioni di Christine Lagarde che lascerebbe il suo mandato prima della scadenza naturale nell’ottobre del 2027.

Il giornale cita fonti interne alla Bce e motiva tale decisione con la volontà di Lagarde di consentire che la scelta del suo successore venga fatta con il presidente Macron ancora in carica, prima quindi del voto dell’aprile del 2027, e con Merz alla guida delle Germania.

I timori nascono dal possibile successo di Marine Le Pen e dalla forza della Afd.

Si tratta di una notizia tutt’altro che banale perché se veramente Lagarde si dimettesse, ciò significherebbe assai probabilmente la nomina dell’attuale presidente dalla Bundesbank, Joachin Nagel, in origine vicino all’SPD, ma ormai, da tempo allineato con i liberali e i conservatori di Merz.

La sua scelta è resa probabile dal fatto che la Bce non ha ancora avuto un presidente tedesco e che per Merz avere ora il “controllo” della Bce sarebbe decisivo. Nagel, infatti è un falco ordoliberista che ha in mente il rafforzamento dell’euro nei termini della valuta internazionale.

Ha dichiarato di recente il suo appoggio agli Eurobond come bene rifugio per i risparmi europei, e non solo, in fuga dal dollaro e dal debito Usa, e ha sostenuto l’idea della Lagarde di lanciare prestiti in euro alle banche centrali di paesi non europei per facilitare la presenza della divisa europea nelle loro riserve e quindi per scalzare il dollaro.

Merz ha imboccato una strada di forte militarizzazione, utilizzando un’ampia propaganda contro Trump e enfatizzando il declino degli Stati Uniti per sostenere la necessità assoluta del riarmo tedesco, che deve avvenire però solo con l’indebitamento del suo paese, a discapito dei debiti degli altri paesi europei.

In sintesi lo schema sarebbe semplice: la Germania è il solo paese europeo che ha struttura produttiva e margini di debito per finanziare la propria conversione militare, dunque può armarsi senza bisogno della Bce, il cui compito sarebbe invece quello di non consentire politiche di spesa militare agli altri Stati europei, applicando tassi alti, e al contempo di rafforzare l’euro in termini di valuta internazionale facendone un super marco, in grado di beneficare la Germania rispetto alle debolezze statunitensi e di piegare ancor di più i paesi europei votati alle esportazioni ma senza la possibilità di finanziare dall’interno i consumi e gli investimenti.

Una Germania così ha bisogno della guerra in Ucraina, ma monopolizzata dall’industria tedesca, verso cui far convergere anche i risparmi raccolti dai grandi fondi Usa, a cominciare da BlackRock, spaventati da Trump e interessati in termini finanziari dal riarmo e dalla ricostruzione ucraina.

Una Bce tedesca potrebbe poi puntare a togliere alternative al dollaro rintracciabili nella valuta cinese e dunque a mettere Putin in difficoltà perché costretto a scegliere fra un dollaro troppo debole anche per i rendimenti energetici e un euro in cui la Russia ha già denominato i suoi asset.

Fonte: pagina Facebook di Alessandro Volpi, 18 febbraio 2026

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