Feb 17, 2026 | Articoli

CONFERENZA DI MONACO – “Usare l’Ucraina per sfiancare la Russia: Merz e Macron vogliono ancora la guerra”

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Alla Conferenza di Monaco Merz spiega che la guerra in Ucraina finirà quando la Russia si logorerà. Con Macron pensa alla deterrenza nucleare europea

Il palco è quello della Conferenza per la sicurezza di Monaco, in cui tutto il mondo si confronta sulle crisi geopolitiche e le dinamiche dei rapporti tra gli stati. Proprio lì il cancelliere tedesco Friedrich Merz, racconta Maurizio Boni, generale di Corpo d’armata e opinionista di Analisi Difesa, presente all’incontro, ha chiarito qual è la strategia europea in merito alla guerra in Ucraina: logorare la Russia, indebolirla fino a costringerla a chiedere di negoziare non più in una posizione di forza.

Una strategia da guerra permanente che allontana la soluzione negoziale e che porterà l’Europa a sostenere l’Ucraina fino a che ce ne sarà bisogno. Una prospettiva condivisa anche da Macron e che fa il paio con la ricomparsa tra i temi del dibattito della deterrenza nucleare europea, argomento che il presidente francese, anch’egli presente alla Conferenza, ha già affrontato con altri leader europei.

Merz nel suo discorso a Monaco è partito dalla constatazione che l’ordine mondiale che ha caratterizzato il dopoguerra non c’è più e rispondendo a Vance ha confermato il divario tra UE e USA. Ha anche dichiarato che serve un reset transatlantico: per fare cosa?

Nel suo discorso si è colta una sfumatura critica, non troppo implicita, nei confronti della partnership atlantica. Ha dichiarato, infatti, di volerla rinnovare puntando sul libero commercio e non sul protezionismo. Parole chiaramente riferite agli Stati Uniti, che Merz ha messo in guardia riguardo agli effetti delle loro politiche recenti: andare da soli, infatti, per gli USA potrebbe significare ridurre le risorse, non essere più abbastanza potenti. Ha ricordato che comunque gli americani fanno parte della NATO e che allontanarsi da tutte le organizzazioni multilaterali per loro potrebbe voler dire ritrovarsi soli.

Che idea ha prospettato, allora, dei nuovi rapporti tra UE e USA?

Merz ha ribadito la necessità di sostenere il pilastro europeo nell’ambito della NATO, che considera comunque la più forte alleanza della storia, ricordando, tuttavia, agli USA che hanno le loro responsabilità. In polemica aperta con Washington ha dichiarato di aver garantito al primo ministro danese che nella vicenda della Groenlandia la Danimarca potrà contare sulla solidarietà europea.

Sulla guerra in Ucraina, invece, quali sono le prospettive secondo il cancelliere tedesco?

Ha spiegato che la Russia non è ancora disposta a parlare seriamente di pace e lo sarà solo quando avrà esaurito tutte le sue risorse economiche e militari. Gli europei, i tedeschi in primis, in questo contesto dovranno continuare a fare di tutto per portare i russi a raggiungere il loro limite.

Altro che trattative: non esiste altra strategia che quella del logoramento della Russia?

Merz vede la Germania come leader in Europa e per questo il Paese ha preso l’impegno di rafforzare enormemente l’esercito per mettersi in condizione di contare di più, ribadendo il supporto a Kiev contro la Russia. Il suo obiettivo è di convincere i russi a fermare la guerra perché si saranno indeboliti a tal punto da non poterla continuare.

Dove ci porta questa strategia?

Significa continuare a mantenere l’Europa in guerra con l’Ucraina fino a quando la Russia non cederà. Una prospettiva folle. Merz, d’altra parte, l’anno scorso diceva che le truppe tedesche avrebbero potuto prendere parte a una coalizione di sicurezza che agisse in una zona demilitarizzata dell’Ucraina dopo un possibile accordo di pace, con il permesso di rispondere ad attacchi russi rilevanti. Tanto che Bloomberg aveva osservato che la presenza di truppe tedesche sul territorio ex-sovietico è una questione delicata, a causa delle atrocità commesse dai nazisti. Quella di Merz è la narrativa della guerra perpetua.

Una narrativa condivisa anche da altri?

Il primo ministro svedese, Kristersson, a suo tempo ha detto: “Credo fermamente che la Svezia, l’Estonia, l’intera UE si debbano preparare per l’isolamento di lungo termine della Russia”. Di guerra perpetua ha parlato Mark Rutte, segretario generale della NATO, mentre il suo predecessore Rasmussen aveva sostenuto che “l’Ucraina deve affrontare una guerra perpetua a meno che l’Europa non aumenti la pressione sulla Russia”. Merz ha ripreso queste parole e le ha rafforzate sviluppando la tesi per cui sarà la Russia indebolita a chiedere di negoziare.

In questa opposizione sine die nei confronti della Russia gli USA hanno un ruolo? O toccherà soltanto all’Europa?

Questo è il cortocircuito che si sta verificando: ormai lo scenario è chiaro, gli europei continueranno a comprare armi dagli Stati Uniti, che poi verranno inviate anche a Kiev. Ma già adesso l’Ucraina è in default, economicamente regge solo grazie ai fondi che l’Europa ha destinato per sostenerla. Ian Bremmer, noto opinionista americano che alla Conferenza di Monaco ha un appuntamento fisso ogni anno, ha dichiarato che Trump non vuole un’Europa forte e che ogni volta che vede Macron gli chiede quando la Francia farà come la Gran Bretagna e se ne andrà dalla UE. Ha definito il presidente USA un predatore che annienta chi è debole. E in questo momento vede l’Ucraina debole.

Merz dice di aver avviato con Macron colloqui sulla deterrenza nucleare. Il riarmo europeo va anche in questa direzione?

C’è un grosso ritorno al dibattito sul deterrente nucleare europeo, sul quale sono stati pubblicati anche degli studi. E Macron ha confermato che già secondo de Gaulle il nucleare francese aveva un’impronta europea: è stato pensato come una risorsa nazionale ma a disposizione dell’Europa. Un tema di cui ha parlato con Merz, ma anche con altri Paesi europei che non sono stati specificati. Su questo ha confermato anche un dialogo con la Gran Bretagna.

Sull’Ucraina, invece, il presidente francese che posizione ha tenuto?

Anche lui sostiene che bisogna incrementare la pressione sulla Russia, che al momento non ha alcuna voglia di parlare seriamente di negoziati. Nella sostanza la pensa come Merz. Un parlamentare ucraino gli ha chiesto quando saranno schierate le truppe occidentali in Ucraina, quelle di cui parlano i volenterosi. Macron ha riconosciuto che non c’è consenso su questo aspetto e che per evitare l’escalation con la Russia è difficile che avvenga a breve. Il presidente francese è il primo ad aver dichiarato che bisogna tornare a parlare con la Russia, ma poi nelle occasioni pubbliche importanti come questa manda messaggi che non invitano al dialogo.

intervista di Paolo Rossetti al Generale Maurizio Boni

#TGP#Geopolitica

Fonte: https://www.ilsussidiario.net/…/conferenza-di…/2933755/

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