“NON ESISTE NÉ ONU NÉ DIRITTO PER GLI USA, SOLO POTERE E DENARO”
di Riccardo Antoniucci

Almeno nelle intenzioni, Donald Trump è chiaro: “Governeremo noi il Venezuela finché non ci sarà una transizione giusta”, ha ripetuto più volte ieri da Mar-a-Lago. Ha svelato che l’interesse primario degli Usa è ricostruire (e gestire) i ricchi pozzi di petrolio del Paese; ha escluso la possibilità di consegnare il potere a Maria Corina Machado, volto dell’opposizione e Nobel per la pace, ha assicurato che la vice di Nicolas Maduro, Delcy Rodriguez, è pronta a collaborare.
Come molti, Jeffrey Sachs si aspettava un cambio di regime a Caracas durante il mandato Trump, ma la totale arbitrarietà della mossa lo spinge a evocare Tucidide:
“Gli ateniesi coniarono l’espressione ‘i forti fanno ciò che possono, i deboli subiscono ciò che devono’, ma poi Atene fu distrutta da quell’arroganza”.
ANTONIUCCI: A differenza dell’attacco all’Iran, questo sembra un regime change in piena regola. Se lo aspettava?
SACHS: Il raid è stato ovviamente una violazione volgare e palese del diritto internazionale, è superfluo dirlo. Viola la lettera e lo spirito della Carta delle Nazioni Unite, ma al deep-State americano non importa nulla delle convenzioni Onu.
Il progetto di cambio di regime in Venezuela va avanti da oltre vent’anni, a Washington.
Trump e Rubio ne parlano apertamente da anni, e nelle ultime settimane quasi su base quotidiana.
ANTONIUCCI: Come si tengono insieme la postura da mediatore nel conflitto russo-ucraino e questa azione militare? E non vede un doppio standard rispetto a Juan Orlando Hernández, l’ex presidente dell’Honduras incarcerato per narcotraffico negli Usa e graziato da Trump?
SACHS: Non esistono standard, esiste solo il potere.
Come dissero gli inviati ateniesi agli abitanti di Milo, più di 2400 anni fa:
‘I forti fanno ciò che possono, i deboli subiscono ciò che devono’. Ma Atene fu distrutta dalla sua arroganza solo pochi anni dopo.
ANTONIUCCI: Come spiega il rinnovato interesse degli Stati Uniti per l’America Latina, dopo anni in cui sembrava accantonato?
SACHS: Con tre parole: petrolio, petrolio, petrolio. Trump ama il petrolio, in modo insaziabile.
Il Venezuela possiede le più grandi riserve accertate di petrolio al mondo, anche se si tratta di “greggio pesante”, ossia più costoso da lavorare.
Sono riserve superiori persino a quelle dell’Arabia Saudita.
E come dicevo, il tentativo di rovesciare il regime di sinistra del Venezuela è in atto fin dal 2002, in realtà.
ANTONIUCCI: L’operazione militare non sembra aver incontrato molta resistenza da parte delle forze armate venezuelane. L’opposizione ha parlato di accordo tra Maduro e gli Usa. A lei cosa sembra?
SACHS: L’unica cosa che si può dire ora è che la situazione è molto più complessa di come sembra, e che non siamo ancora alla fine della storia.
Il presidente è stato rapito e Caracas è stata bombardata, ma il governo venezuelano non è stato rovesciato, almeno non ancora.
E bisognerà vedere cosa intende Trump quando parla di “gestire il Paese”.
ANTONIUCCI: Come reagiranno gli alleati del Venezuela? Rischiamo un’escalation?
SACHS: Non credo che la Russia interverrà militarmente per questa questione.
Per quanto riguarda l’Iran, ritengo probabile che Israele e gli Stati Uniti attacchino Teheran ancora, nel prossimo futuro.
Lo hanno annunciato e minacciato sia Trump che Netanyahu, nei giorni scorsi.
Starei attento su quel fronte.
ANTONIUCCI: Cosa può aspettarsi ora il popolo venezuelano?
SACHS: Le operazioni di cambio di regime condotte dagli Stati Uniti portano a lunghi periodi di instabilità e violenza.
Purtroppo, credo che sia questo lo scenario più probabile anche qui.
ANTONIUCCI: L’Europa si allineerà a Trump?
SACHS: Penso che l’Europa rimarrà inerte come al solito, di fronte alle azioni degli Stati Uniti. Mi chiedo cosa succederà in Europa se e quando Washington cercherà di impadronirsi della Groenlandia, visto che anche quel territorio è nell’agenda di Trump.
Fonte: “Il Fatto Quotidiano, Domenica 4 Gennaio 2026

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