Gen 7, 2026 | Articoli, In evidenza

L’ALLARME: DENUNCIATA LA GUERRA IBRIDA DI MOSCA

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È noto che il Parlamento europeo non brilli per reattività e per capacità di incidere nella politica internazionale. Viene però da sgranare gli occhi nello scoprire che la plenaria di Strasburgo si è a lungo occupata di Venezuela lo scorso autunno, denunciando sì i rischi di operazioni militari e manovre per il petrolio, ma imputando questo pericolo non agli Stati Uniti, ma alla Russia di Vladimir Putin.

È tutto scritto nella risoluzione votata a larga maggioranza l’8 ottobre 2025 dall’Aula e che riguarda “la strategia politica dell’Ue per l’America Latina”. Le lunghe premesse del documento sono una fotografia della situazione politica di Caracas, con i conseguenti giudizi dell’Unione europea rispetto ai protagonisti: “Il Parlamento europeo ha denunciato l’usurpazione della presidenza in Venezuela da parte di Nicolas Maduro il 10 gennaio 2025 e ha riconosciuto Edmundo Gonzalez Urrutia come presidente legittimo e democraticamente eletto e Maria Corina Machado come leader delle forze democratiche del Paese”.

A questo punto, dopo alcune valutazioni anche su altri Paesi del Sud America, arriva il paragrafo sulla Russia: “Il Parlamento europeo condanna fermamente il ricorso della Federazione russa a tattiche ibride, comprese le operazioni militari, informatiche, di informazione ed economiche, in particolare nel settore energetico, anche attraverso l’elusione delle sanzioni, il ricorso a pratiche non trasparenti e la corruzione, quali strumenti di espansione che compromettono la sicurezza regionale, promuovono la destabilizzazione interna e portano alla formazione di un blocco che minaccia la democrazia, la pace e il diritto internazionale”.

A scanso di equivoci, il Venezuela è citato esplicitamente tra gli Stati nei quali avvengono queste losche manovre da parte del Cremlino (e di nessun altro): “Il Parlamento europeo esprime profonda preoccupazione per il partenariato strategico tra il Venezuela e la Federazione russa, che pone rischi per la sicurezza regionale e internazionale; invita l’Unione europea a intensificare la lotta contro la propaganda russa nella regione; ricorda la necessità che l’Unione europea garantisca che le delegazioni dell’Unione dispongano dei mezzi necessari per contrastare la disinformazione”.

Non era dunque Washington da tenere monitorata per eventuali abusi del diritto internazionale e per i suoi appetiti sul petrolio venezuelano. In coerenza con le numerose iniziative contro la “guerra ibrida” russa, concetto su cui da anni l’Europa insiste in maniera ossessiva (e caro anche all’Italia), il bersaglio dell’Aula era di nuovo la Russia.

Come detto, la risoluzione è stata approvata senza grandi problemi, con 354 voti a favore, 195 contrari e 77 astenuti. Ordinaria amministrazione per la cosiddetta maggioranza Ursula, se non fosse che oggi assume contorni grotteschi. Tra gli italiani, hanno votato il testo i Popolari (quindi Forza Italia), i Socialdemocratici (il Pd) e i Verdi, mentre gli eurodeputati di Fratelli d’Italia si sono astenuti e Movimento 5 Stelle, Lega e Sinistra Italiana hanno votato contro. Chissà se tre mesi più tardi, alla luce dell’operazione militare americana, il Parlamento europeo tornerà a occuparsi di Venezuela. Valutando, magari, se stavolta servirà prendere una posizione anche sull’alleato atlantico.

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